Referendum 12 giugno – Cosa e Perchè votare

Cari amici, come sapete l’attività politica mi piace e mi prende sempre di più, vi scrivo questo articolo perché Saremo chiamati ad esprimerci in cabina, in alcuni comuni per le Elezioni amministrative 2022, ma soprattutto sul Referendum sulla giustizia. Cercherò di essere il più imparziale possibile e cercando di sottolineare invece quando do il mio giudizio.

In cosa Consiste? 

Ci verranno consegnate 5 schede di voto, corrispondenti a 5 diversi quesiti che di seguito analizzo:

1-INCANDIDABILITÀ DOPO LA CONDANNA:

In Italia, chi è condannato in via definitiva per alcuni gravi reati penali non può candidarsi alle elezioni, né assumere cariche pubbliche e, se è già stato eletto, decade. Coloro che sono eletti in un ente locale, come i sindaci, sono invece automaticamente sospesi dopo la sentenza di primo grado (Legge Severino).

SE VINCE IL “SÌ”, sia l’incandidabilità per i condannati in via definitiva, sia la sospensione per gli eletti in enti locali, non saranno più automatiche ma saranno decise da un giudice caso per caso.

Personalmente, difendo soprattutto il secondo punto, la sospensione immediata dopo il primo grado di giudizio per gli eletti negli enti locali, può essere molto stringente, anche perché purtroppo e sempre facile essere accusati e difficile difendersi. Penalizza gli amministratori locali che vengono sospesi senza condanna definitiva, esponendoli alla pubblica condanna anche nel caso in cui si rivelino poi innocenti

Certamente la legge Severino, specifica che si tratta di reati gravi, ma l’opzione che venga valutato singolarmente ogni caso credo possa andare incontro a questa possibilità. Può voler dire aggiungere e perdere tempo nella burocrazia e nei giudizi da dare singolarmente.

2- LIMITAZIONE DELLE MISURE CAUTELARI

Le misure cautelari sono provvedimenti, che limitano la libertà di una persona sotto indagine, non ancora condannata. Alcuni esempi sono la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari o il divieto di espatrio. Oggi, può essere applicata solo in tre casi: se c’è il pericolo che la persona fugga, che alteri le prove oppure che continui a ripetere lo stesso reato (o per pericolo che la persona commetta altri reati).

SE VINCE IL “SÌ”, viene eliminata la ripetizione del reato dalle motivazioni per disporre misure cautelari. Rimangono il pericolo di fuga e di alterazione delle prove.

Questo punto forse è il più difficile da comprendere, perché ridurre le pene alle persone che potrebbero scappare?

Il Giudice può ancora predisporre le misure cautelari, ma solo quando il reato è grave, e il rischio di fuga, inquinamento delle prove o ripetere il reato commesso sussiste veramente. Spesso gli indagati sono già dati per colpevoli prima della vera sentenza e questo fa si che la persona sia fortemente screditata

Chi mai ti assumerebbe dopo essere stato agli arresti domiciliari, soprattutto se i media e la stampa ne fanno il solito gioco?

3- SEPARAZIONE DELLE CARRIERE NELLA GIUSTIZIA

Nel corso della loro vita, i magistrati italiani possono passare più volte dal ruolo di pubblici ministeri (cioè coloro che si occupano delle indagini insieme alle forze dell’ordine e svolgono la parte dell’accusa) al ruolo di giudici (cioè coloro che emettono le sentenze sulla base delle prove raccolte e del contradditorio tra l’accusa e la difesa).

SE VINCE IL “SÌ” i magistrati dovranno scegliere, all’inizio della loro carriera, se svolgere il ruolo di giudici oppure di pubblici ministeri, per poi mantenere quel ruolo per tutta la vita.

Credo che questo punto invece sia un po’ più comprensibile, bisogna decidere cosa fare e non continuare a cambiarepo questo garantirebbe maggiore imparzialità dei giudici, perché così sarebbero slegati per attitudini e approccio dalla funzione punitiva della giustizia che appartiene ai pubblici ministeri.

Rispetto a questo Taccio, che è più a contatto con la realtà e il mondo della giurisprudenza essendo il suo ambito di studio dice:  Con la riforma Cartabia questo avanti indietro è stato comunque ridotto mi sembra di due passaggi massimo. Non condivo perché con il sì non si ottiene una reale separazione delle carriere perché la formazione, il concorso e l’organo di governo (CSM) rimangono in comune

Anche rispetto al punto precedente commenta dicendo: non penso che ci sarà maggiore perché comunque il problema dell’imparzialità riguarda il fatto che spesso pm e giudice hanno gli uffici vicini e si conoscono e quindi c’è il rischio che si “strizzino” l’occhio

4- ELEZIONE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Il Consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno della magistratura, con lo scopo di mantenerla indipendente rispetto agli altri poteri dello Stato. È composto da 24 membri, eletti per un terzo dal Parlamento e per due terzi dai magistrati. Oggi, per candidarsi, è necessario presentare almeno 25 firme di altri magistrati a proprio sostegno. Queste firme, oggi, sono spesso fornite col supporto delle varie correnti politiche interne alla magistratura.

SE VINCE IL “SÌ” non sarà più necessario l’obbligo di trovare queste firme, ma basterà presentare la propria candidatura.

Come spiegavo velocemente nel video in questo modo i magistrati potrebbero sganciarsi dall’obbligo di trovare accordi politici e dal sistema delle correnti, così da premiare il merito e valorizzare la persona, piuttosto che il partito e le alleanze che crei,

5- VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI

In Italia, i magistrati vengono valutati ogni quattro anni sulla base di pareri motivati, ma non vincolanti, dagli organi che compongono il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione. In questi organi, insieme ai magistrati, ci sono anche avvocati e professori universitari, ma soltanto i magistrati possono votare nelle valutazioni professionali degli altri magistrati.

SE VINCE IL “SÌ” anche avvocati e professori universitari avrebbero il diritto di votare sull’operato dei magistrati.

Questa riforma renderebbe la magistratura meno autoreferenziale e la valutazione dei magistrati più oggettiva, non si tratta di persone non competenti, ma anzi come mi racconta spesso Taccio i docenti e gli accademici che trova a lezione sono sempre molto preparati e informati.

A queste figure tecniche si aggiungono anche gli avvocati del Consiglio giudiziario.

Rispetto ai quesiti ho detto tutto quello che pensavo nei limiti del possibile, se avute punti e annotazioni fatemele sapere pure nei commenti qui sotto!

Ci tengo però a chiedervi di andare a votare perché la politica italiana ha bisogno del nostro voto! Ha bisogno di sapere che i cittadini credono ancora un minimo nel ruolo delle istituzioni.

 Se non si raggiunge il quorum qualsiasi risultato non sarò valido e la questione rimarrebbe aperta che vuol dire rallentare ancora di più il nostro sistema che però da anni necessita di riforme e di lavoro!

Ovviamente è difficile dare un giudizio su quesiti che ci sembrano lontani dalla nostra realtà ed è giusto informarsi il più possibile, ma credo e spesso me lo ribadisce mio padre, che è meglio fare una riforma sbagliata o imprecisa, che poi si può successivamente modificare che non farla proprio.

Lunedi spiegavo agli alunni della Ceci e della Benny come votare e avere potere decisionale, non è scontato! Partivo raccontando come il Re Hammurabi potesse decidere tutto quello che volesse! In particolare, ho chiesto a un bambino di fingersi il re e di inventare leggi assurde, per poi ripercorrere velocemente anche i passaggi fondamentali della storia e infine anche loro hanno avuto la possibilità nel loro piccolo di scegliere se preferissero la monarchia o la repubblica.

Pensateci e non lasciatevi togliere il diritto di esprimere il vostro parere!

Buon voto cari amici!