
Che bella esperienza!
Martedi 17 settembre ho avuto la possibilità di dialogare con Don Claudio Burgio assieme ad Alessandra e Stefano.
Tutto è nato da una chiacchierata con Alessandra lo scorso luglio. Lei ci ha suggerito, a me e agli amici dell’Associazione Xsqui, di leggere il nuovo libro di Don Claudio “Non vi guardo perché rischio di fidarmi, storie di cadute e resurrezione”. Provocati da questa sfida, abbiamo deciso di metterci in gioco approfondendo le tematiche affrontate da don Claudio nel suo ultimo libro.
Durante l’estate molti di noi hanno avuto modo di leggerlo e di confrontare la propria esperienza personale con il suo racconto.
Successivamente, in un incontro con Alessandra, abbiamo deciso quali temi approfondire durante il dialogo con l’autore. Ognuno di noi aveva molte domande, in quanto abbiamo sentito/percepito come le nostre singole esperienze si rispecchiassero nella testimonianza di don Claudio. Pertanto, abbiamo cercato di costruire un confronto che, per lo più, restituisse questa affinità e che desse modo di presentare in profondità l’esperienza educativa di don Claudio.
Mi è piaciuto molto confrontarmi con ciò che racconta Don Claudio.
L’incontro all’Auditorium del Pertini è stato anche un’ottima occasione per parlare della nostra Associazione e per creare una maggiore consapevolezza nell’opera che stiamo cercando di portare avanti.
Anche se il lavoro che facciamo è molto diverso, in fondo i nostri ragazzi sono gli stessi di cui parla don Burgio. In fin dei conti, i nostri ragazzi non sono molto diversi da noi. Abbiamo gli stessi problemi, i medesimi dubbi e anche le stesse paure.
Durante quella serata ho provato a raccontare il più possibile delnostro aiuto allo studio, della nostra caritativa (il doposcuola gratuito che organizziamo ogni settimana) e dei sabati pomeriggiodi volontariato in Cinifabrique.
L’esperienza vissuta proprio quest’estate con uno dei nostri ragazzi mi ha aiutato a capire come, alla fine, non conta l’apparenza, ma il desiderio che abbiamo dentro. Il desiderio di essere amati, voluti e accettati proprio così come siamo fatti.
